Canton Friburgo: sviluppo di una rete per promuovere una scuola critica nei confronti del razzismo
27.05.2026
Nel Canton Friburgo è nata una rete bilingue denominata "Vers une école sans racisme" (Verso una scuola senza razzismo) per soddisfare un’esigenza concreta delle e degli insegnanti. Questa rete propone in abbinamento corsi di formazione continua, scambi e una collaborazione istituzionale. Inoltre, mostra come si possono sostenere le scuole nel percorso verso una cultura scolastica critica nei confronti del razzismo.
Come reagisce una scuola quando si esprimono parole razziste? Come si può affrontare il tema del razzismo con le proprie colleghe e i propri colleghi o con i genitori? E cosa significa prendere sul serio il razzismo non solo quando si verifica un episodio razzista isolato, ma anche come realtà strutturale nel settore dell’educazione?
Nel Canton Friburgo, insegnanti e figure specializzate affrontano simili domande in seno alla rete "Vers une école sans racisme". È sostenuta dagli uffici dell’insegnamento delle scuole normali e speciali, dall’Ufficio per l’integrazione delle persone migranti e per la prevenzione del razzismo, nonché da altri partner provenienti dal mondo universitario e attivi nel settore della lotta contro il razzismo.
Mélissa Girardet (Università di Friburgo, Dipartimento di formazione delle e degli insegnanti), Brigitte Gong e Lisa Wyss (Ufficio per l’integrazione delle persone migranti e per la prevenzione del razzismo (IMR)), che fanno parte del gruppo di lavoro "Rete per una scuola critica nei confronti del razzismo" del Canton Friburgo, descrivono la rete come un’iniziativa nata dalla pratica e il cui operato prende avvio proprio da essa.
Il fattore scatenante: un’esigenza chiaramente espressa dalle scuole
Tutto è iniziato nel 2022. Nell’ambito delle settimane di azione contro il razzismo, 96 classi del livello secondario I e II (scuola media e scuole superiori) hanno visitato la mostra "Noi e gli altri. Dal pregiudizio al razzismo" al Museo di Arte e Storia di Friburgo. La mostra, ripresa da quella proposta al Musée de l’Homme di Parigi, è stata adattata al contesto svizzero e cantonale.
I feedback delle e degli insegnanti erano chiari: emergeva un forte bisogno di ampliare le conoscenze, di disporre di strumenti utili per la quotidianità scolastica e di avere degli scambi con le altre colleghe e gli altri colleghi. Non si trattava solo di una sensibilizzazione puntuale, bensì era richiesta una riflessione a lungo termine sull’educazione antirazzista e critica nei confronti della discriminazione.
La formazione continua, cuore pulsante della rete
La rete friburghese punta quindi su corsi di formazione continua che si tengono nell’arco di un intero anno scolastico. Cinque corsi, ognuno della durata di due ore e mezza, permettono di acquisire le basi necessarie. Parallelamente, si elaborano approcci concreti volti a sviluppare una scuola critica nei confronti del razzismo. In questo contesto, l’approccio orientato alle esigenze è particolarmente importante: le domande delle e dei partecipanti vengono raccolte e approfondite durante i corsi in questione.
Per il gruppo di lavoro "Rete per una scuola critica nei confronti del razzismo", la formazione continua è fondamentale, perché finora, nel settore dell’educazione, la consapevolezza del razzismo e le conoscenze necessarie per affrontarlo sono state poco promosse a livello istituzionale. Le e gli insegnanti, nonché le figure specializzate, devono imparare a riconoscere il razzismo, a reagire adeguatamente al fenomeno e a combatterlo intraprendendo azioni concrete. Si tratta anche di colmare una lacuna: nella quotidianità scolastica è necessaria una pedagogia critica nei confronti del razzismo, ma il suo radicamento non è ancora scontato.
Innanzitutto, le e i responsabili considerano quindi la rete come uno strumento di consapevolizzazione. Le persone partecipanti, in veste di moltiplicatori, dovrebbero richiamare l’attenzione sul razzismo nei rispettivi ambiti di attività e diffondere i loro punti di vista critici nei confronti del razzismo nelle scuole in cui insegnano.
Cosa significa concretamente una scuola critica nei confronti del razzismo
Per il gruppo di lavoro friburghese, una scuola critica nei confronti del razzismo non si limita a reagire agli episodi razzisti, bensì interviene a livello istituzionale e pedagogico.
A livello istituzionale, ciò implica riconoscere la dimensione strutturale del razzismo e i rapporti di potere ad esso connessi. Questo significa incoraggiare il personale insegnante ad informarsi e seguire corsi di formazione continua, a sviluppare procedure per contrastare la discriminazione, nonché dare visibilità al razzismo e trattare questo tema a livello dell’intera scuola.
A livello pedagogico, una scuola critica nei confronti del razzismo utilizza questo fenomeno come concetto di riferimento per riflettere sul mondo e comprenderlo. Questa prospettiva critica invita quindi sempre a chiedersi: "Chi è preso in considerazione? Chi diventa visibile? Chi rimane escluso?".
La critica al razzismo come processo d’apprendimento
Molte persone partecipanti sollevano domande del tipo: "Come superare il principio moralistico secondo cui "il razzismo è sbagliato" e sviluppare invece una pratica antirazzista? Come parlarne con colleghe, colleghi o genitori che hanno espresso parole razziste o avuto comportamenti razzisti? Come affrontare le resistenze in seno al corpo insegnante o alla direzione scolastica?".
Nel corso della formazione continua, le domande cambiano. Si tratta via via di capire anche come gestire i propri bias impliciti e come evitare di riprodurre parole o comportamenti razzisti. In quest’ambito, però, la formazione continua non vuole offrire ricette preconfezionate, bensì preferisce puntare sulla riflessione, sulla conoscenza e sul confronto collettivo.
Le e i responsabili ritengono particolarmente utili i modelli che rendono visibile il processo di apprendimento antirazzista, ad esempio quelli ispirati a "Becoming anti-racist" o a passaggi descritti da Tupoka Ogette in "Happyland". Tali approcci aiutano a ridurre la pressione e il senso di vergogna. Mostrano chiaramente che la critica al razzismo è un processo di apprendimento. Fondamentale, in quest’ottica, è un atteggiamento riflessivo nei confronti del razzismo, anche del proprio.
Dare visibilità alle domande strutturali
Uno degli obiettivi principali della rete è quello di non affrontare il tema del razzismo solo quando si verifica un episodio razzista isolato. A tal fine, occorre chiarire cosa significhi l’espressione "razzismo strutturale": il suo radicamento storico, il suo legame con i rapporti di potere sociali, in cui le persone identificate come “bianche” sono spesso privilegiate – il più delle volte senza che ciò venga percepito consapevolmente – e il suo impatto nella quotidianità scolastica.
Il razzismo strutturale non si manifesta solo attraverso episodi razzisti evidenti. Può essere presente nelle risorse pedagogiche, nelle misure amministrative e pedagogiche, nelle aspettative inferiori nei confronti di determinati allievi e allieve, nella scelta dei libri in biblioteca, nelle canzoni, nelle storie o nell’allestimento dell’aula. Proprio per questo sono necessari scambi e corsi di formazione continua che permettano ad insegnanti e figure specializzate di esaminare insieme la problematica.
Ecco cosa occorre alle scuole in questo momento
Per il gruppo di lavoro friburghese, un punto è chiaro: chi vuole diventare più critico nei confronti del razzismo ha bisogno di seguire corsi di formazione continua, nonché di ricevere informazioni e sostegno istituzionale. Non bastano le sole prese di posizione ufficiali. Occorrono risorse finanziarie e umane per formare il personale, consentire interventi nelle scuole, esaminare il materiale didattico, progettare spazi e ambienti di apprendimento critici nei confronti del razzismo e realizzare progetti partecipativi con le allieve e gli allievi. Sarebbe pure auspicabile un’integrazione esplicita del tema nei piani di studio. éducation21 si augura soprattutto maggiore visibilità, materiali didattici, creazione di reti ed esempi di pratiche provenienti dalla Svizzera. La visibilità è importante, perché conferisce legittimità al tema e mostra chiaramente che il razzismo è una problematica da affrontare nelle scuole. È altrettanto importante disporre di materiali didattici che non provengano solo dalla Francia o dalla Germania, ma che facciano anche riferimento al contesto svizzero.
Prossimi passi: scambi, una guida e una piattaforma
La rete deve andare avanti a crescere. Oltre ai corsi di formazione continua annuali, sono previsti incontri regolari e contesti di scambio tra gli attuali membri della rete e quelli nuovi. È già stata creata una piattaforma elettronica per condividere documenti e favorire ulteriori scambi.
Attualmente, il gruppo di lavoro sta pure elaborando una guida cantonaleper il personale scolastico su come gestire il razzismo e la discriminazione razziale. La guida sarà pubblicata sotto forma di mappa mentale digitale in tedesco e in francese. In una seconda fase è prevista una versione semplificata rivolta alle persone responsabili dell’educazione.
Così facendo, la rete non solo opererà all’interno del Canton Friburgo, bensì fornirà pure stimoli ad altri cantoni, città e regioni.
Raccomandazioni del gruppo di lavoro friburghese
La raccomandazione che il gruppo di lavoro friburghese rivolge ad altri Cantoni e altre regioni è al tempo stesso pragmatica e incoraggiante: sfruttare le iniziative e i formati esistenti, pur rimanendo creativi. È fondamentale prendere sul serio il proprio contesto strutturale e politico e prestare attenzione alle esigenze della propria regione.
Una rete di scuole critiche nei confronti del razzismo può quindi assumere forme diverse. Non è necessario avere ovunque la stessa struttura. Sono però indispensabili la collaborazione, un forte impegno e la volontà di considerare la prevenzione del razzismo una missione a livello scolastico, pedagogico e istituzionale.
Reti e iniziative simili in Svizzera
Stiamo raccogliendo informazioni sulle reti di scuole impegnate nella lotta al razzismo. Saremo lieti di ricevere i vostri contributi: kommunikation@education21.ch
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Altre reti sono in fase di realizzazione.
